BENVENUTI NEL NOSTRO DIARIO DI BORDO!

Siamo Giovanni, Valentina e i piccoli Martino e Nicolò.

Abbiamo lasciato la nostra casa e il nostro lavoro circa tre anni fa per andare a conoscere persone che vivono diversamente, insieme, in modo creativo e consapevole.
Il nostro intento è di vedere se è possibile vivere dando un maggior senso alla propria esistenza.
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"Lasciate che le vostre vite parlino per voi"
(Gandhi)



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14.8.10

Scuola Famigliare - campo residenziale 2010

Una settimana a Gricigliana, ospiti da un'associazione – Venti di terra - composta da un gruppo di ragazzi che vivono in maniera semplice, a contatto con la natura, in una vecchia casa e una costruzione di paglia e argilla nei boschi della montagna toscana sopra Prato.

L'incontro è stato un ottima occasione per conoscere numerose famiglie che in Italia stanno praticando la scuola familiare. Erano rappresentate molte regioni: Umbria, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria, Abruzzo, Marche, Campania, Trentino Alto Adige...

ed erano anche rappresentati diversi percorsi, diverse scelte di vita e diversi stili, ma uno stesso modo di guardare all'educazione e all'istruzione dei bambini e dei ragazzi e al ruolo della famiglia e delle istituzioni.

La maggiorparte dei bambini presenti sono nati in casa, scelta importante e primo passo, si può dire, di chi mette in discussione l'importanza del ruolo delle istituzioni nella vita delle persone e soprattutto ne percepisce le criticità e la problematicità.

Nascere in casa perchè il parto è una cosa naturale, delicata ed intima, che viene spesso aggredita e snaturata dalla medicalizzazione a volte un po' standardizzata degli ospedali. Nascere in casa per ritrovare quel prezioso patrimonio di ogni donna, che sa partorire e che, pur scegliendo magari di essere assistita da un'ostetrica o da una levatrice, non ha però bisogno di un medico per far nascere suo figlio.

Dopo la nascita, la scelta dell'allattamento al seno, ormai dato di fatto, indiscusso pilastro relazionale e nutrizionale su cui fondare una nuova vita... ma solo alcuni decenni fa bandito dalle realtà ospedaliere...

E così l'educazione.... come ulteriore passo di un cammino, un continuum, che va dal concepimento, alla nascita e via via nel corso di tutta la vita.

Riscoprire la possibilità di uno stile di vita più sostenibile, la presenza degli adulti nella famiglia ed il loro ruolo, di prima guida e modello per i bambini.

Stile di vita semplice, ecologia fatta di gesti quotidiani, messa in discussione delle priorità della massa e riordino di queste scelte... non il denaro, non la carriera, non la scalata sociale al primo posto, ma il ben-essere, il rispetto dei ritmi naturali, dei bambini e degli adulti...

A grandi linee il cammino è questo, ognuno si trova ad un punto differente, ci sono strade parallele e passi diversi... ma la direzione è la medesima.

Matteo, giovane insegnante, interessato alle esperienze di scuola libertaria, ha ammesso di essere venuto all'incontro “...con alcuni dubbi sulla scuola e di andare via con molti dubbi sulla vita”. E le sue parole mi sembrano rappresentative di questi mille percorsi paralleli, che sanno che, come genitori non si può parlare di educazione famigliare a prescindere dalle scelte di vita.


E quando di mettono in discussione le istituzioni, ci si interroga sul loro ruolo nell'educazione dei ragazzi, che forse non vengono educati affatto dalla scuola, che si preoccupa invece di istruirli, di addestrarli nel diventari bravi cittadini di di questa società, pronti a competere, a venire valutati e misurati, ad omologarsi e a sottostare a procedure standardizzate.

Chi non rispetta i tempi prefissati viene spesso etichettato come “problematico” e viene seguito da specialisti, terapisti che si occupano di curare il suo disturbo, disgrafia, discalculia, dislessia, disturbi dell'attenzione, o del comportamento...

I tempi e i modi della scuola stanno drammaticamente diventando insostenibili.

Certo ci sono sempre spendidi insegnanti, innamorati del loro lavoro, che riescono a fare stare bene i bambini e ad insegnare loro tante cose con gioia... ma sono sempre di meno, e soprattutto non è per questo che la scuola è una bella cosa.

Anche tra i ginecologi che lavorano in ostetricia ci saranno delle brave persone che, nonostante l'istituzione, riescono a fare stare bene le persone.

Il problema non sono affatto le persone, anzi è proprio perchè si ha fiducia nelle persone e nelle loro capacità relazionali e nella potenza dei legami affettifi tra le persone, che si vuole mettere in discussione l'istituzione.

E allora che cosa si può fare?

Ma non è obbligatorio andare a scuola?

Andare a scuola non è affatto obbligatorio secondo la legge italiana.

Ad essere obbligatoria è l'istruzione.

Cosa ben diversa.

I genitori che lo desiderano possono assumersi direttamente la responsabilità dell'istruzione dei propri figli.

La normativa specifica è varia e si presta a diverse interpretazioni. La norma attualmente è che al termine di ogni anno scolastico ci sia una verifica dell'istruzione dei bambini da parte delle istituzioni scolastiche. Cosa che si traduce spesso in un esame che i bambini devono sostenere nella scuola.

Le domande sorgono spontanee, e non è affatto facile dare una risposta:

come fa la stessa istituzione la cui funzione viene messa in discussione con questa scelta, occuparsi di una valutazione?

E quale tipo di valutazione viene effettuata?

Secondo quali parametri?

Spesso l'esame è inteso come verifica dell'idoneità alla frequenza della classe successiva.

Che senso ha, nel caso di scuola parentale per tutto il ciclo?

E nel caso in cui un bambino non venga valutato idoneo alla classe II, potrà comunque sosterere l'esame di idoneità alla classe IV l'anno successivo?

E allora alcuni dirigenti illuminati verificano l'andamento della scuola famigliare attraverso colloqui con i genitori, attraverso colloqui con i bambini... richiedendo un esame soltanto alla fine del ciclo, la vecchia quinta elementare o la terza media.


C'è poi anche chi preferirebbe che non ci fosse alcuna valutazione istituzionale (...a meno che non sia poi una scelta o un esigenza del ragazzo sostenere l'esame di terza media, come privatista, in qualsiasi momento della sua vita) dal momento che il valore delle persone non dipende affatto dal loro titolo di studio.


Le teorie psicologiche o pedagogiche che fanno da ispirazioni a questi genitori, sostengono che i tempi dello sviluppo e dell'apprendimento siano individuali... e che le cose imparate richiedano tanto tempo per “sedimentare”. Non serve “tempestare” i bambini di nozioni... si ottiene soltanto l'effetto opposto, difficilmente ricorderanno le cose imparate.


Sull'organizzazione pratica della scuola famigliare ci sono diversi modelli, alcuni organizzano momenti prefissati di scuola vera e propria, altri improvvisano, seguendo ispirazioni e interessi dei bambini... Altri ancora frequentano la scuola pubblica, perchè il concetto di scuola famigliare, ci è sembrato di capira che è così ampio e variegato che non si esaurisce affatto con la frequenza o meno della scuola istituzionale... ma si tratta piuttosto di un modo di essere e di vivere la relazione tra genitori e bambini.


E I risultati?

I bambini sono belli, i loro occhi particolarmente luminosi, interssati alla vita, hanno fiducia in loro stessi e ottime capacità relazionali. Tutti imparano a leggere quando ne sentono la necessità. Sanno tante cose di alcuni argomenti e poche di altri (così come vuole la natura dell'essere umano...).


E noi anche lasciamo questo incontro con tanti dubbi sulla vita...

ci sentiamo richiamati profondamente alle nostre responsabilità di esseri umani, di genitori e di cittadini.

Ancora una volta abbiamo toccato con mano che le possibilità sono molteplici... per smettere di criticare questa società in crisi, che spesso non rispecchia il nostro modo di sentire e di vedere il mondo, e per fare davvero qualcosa, per vivere una vita che davvero sia in linea con il nostro pensiero e con quello che sentiamo nel cuore.


Alcuni consigli per chi vuole approfondire:

Il concetto di continuum” di Jean Liedloff

Unschooling teoria su cui su internet si trova tantissimo

I vostri figli hanno bisogno di voi” di Gabor – Matè











23.7.10

Di nuovo in Umbria

Il vero Viaggio per noi è iniziato adesso, adesso che abbiamo incontrato diversi luoghi, modi di vivere, visioni del mondo e della vita. Tornando in Piemonte abbiamo sentito un grande senso di estraneità, eppure ci sono persone a noi molto care in quella parte di mondo. Sì una parte di mondo che ha caratteristiche uniche come nessun altro, eppure... In questo momento non è il luogo in cui sentiamo che la vita ci vuole.

L'incontro annuale degli Ecovillaggi d'Europa quest'anno è stato ospitato a Damanhur... Una situazione un po' difficile per noi, che siamo Italiani e soprattutto riusciamo a coglier sfumature che altre persone di nazionalità diversa percepiscono come semplicemente bizzarre. Siamo andati a questo incontro per sentire quali affinità ci potevano ispirare per andare a visitare qualche ecovillaggio e... Abbiamo compreso per il momento che non ci sono ecovillaggi in Europa che ci attraggono particolarmente. Siamo anche un po' confusi a dire il vero dal significato di ecovillaggio... termine forse un po' abusato... che cosa significa ecovillaggio? Che cosa si trova sotto il cappello di ecovillaggio? Un po' di tutto a dire il vero...


Quella che ci anima adesso però è un Energia nuova, che ci stà portando verso l'India, perchè ora il nostro viaggio si è chiaramente trasformato in un viaggio interiore alla ricerca di quella che per noi è la vera Essenza, sentiamo di appartenere a qualcosa che ancora non conosciamo ma che ci guida e ci chiede di avere fiducia , come può fare un giovane uccello davanti ad un precipizio che rappresenta il vero grande salto della sua vita.

E' così che ci sentiamo, che è facile avere fiducia quando hai una casa, un lavoro, e sai che cosa dovrai fare domani o il mese prossimo, meno semplice è avere fiducia in qualcosa in cui credi, in qualcosa che senti ma che non riesci a vedere fuori di te, in quella dimensione che viene chiamata realtà. E non puoi neanche chiedere un confronto, perchè i confronti con le persone care ti portano ad avere solo più confusione, perchè le risposte in questo viaggio arrivano da dentro, o al limite da un messaggero incontrato per caso quando meno te lo aspetti.

E allora fiducia sia!


Ecco perchè il nostro vero Viaggio inizia proprio ora.

Così, seguendo il nostro cuore, decidiamo di ritornare in Umbria, una terra magica che nel suo stesso respiro è impregnata di Spirito e di presenze ispiranti.

La vibrazione in Umbria è veramente la nostra, ci sentiamo a casa in questi boschi e colline incantate, un leggero venticello ci rinfresca e Tiziana, una giovane amica con il suo figlioletto Mukunda, ci fanno parcheggiare il camper vicino a casa loro, in un luogo incantevole. I nostri bambini montano la tenda e dormiranno lì in questi giorni. Un ospitralità più che fraterna, altri angeli sul nostro cammino. In maniera molto naturale siamo diventati comunità, condividendo la loro casetta nel bosco, le giornate, i pasti, I bagni nei “Tre fossi”, insomma proprio un momento molto prezioso.

Questo luogo ci ha permesso di riposarci e riprendere un pò di energie.




Una decisione importante è stata presa in questo luogo: andremo in India a Settembre nell'ashram di Amma, perchè è quello che sentiamo.

Ebbene si, ce l'abbiamo fatta a fare quella telefonata per confermare l'acquisto del biglietto aereo!

Adesso ripartiamo per qualche giorno diretti sul lago Trasimeno per un incontro di Guru Purnima e la prossima settimana in provincia di Prato per incontrare le famiglie che in Italia si occupano di istruzione parentale.


12.7.10

Conferenza Annuale di GEN (Global Ecovillage Network) Europe






Ci siamo andati con grandi aspettative.

Avevamo l'intenzione di incontrare realtà interessanti, persone speciali, con una vita speciale, che vivessero in linea con un'idea, con il sogno di un mondo migliore... nel rispetto per gli altri esseri viventi e per la terra tutta.

In realtà abbiamo incontrato tante persone in cammino (...alcune anche un po' disilluse, dopo anni e anni di comunità, altre forse anche un po' abbagliate dal proprio progetto...).

Ma che cosa significa cambiare il mondo? In che modo ognuno di noi sente di volerlo migliore? Costruire in modo ecologico? Consumare cibi biologici? Allevare bestie da macello in modo “etico”? Essere energeticamente autosufficienti? Raggiungere una nuova consapevolezza? Trovare nuove strategie per vivere insieme e promuovere la pace?

Tante teste, tante idee... ma c'era come un'ombra, probablimente data dal carattere di manifestazione internazionale, un po' fiera e un po' "vetrina", e sembrava quasi come se la forza della corsa al successo, della comunicazione manipolativa e dell'omologazione, che non vuole dare spazio alle minoranze, stesse per inquinare anche quel mondo, quel gruppo di “puri” forse un po' naif, che hanno tante belle cose da dire.

Come dimenticare la forza dello Yoga della Risata che ci ha fatto sentire quanto una risata possa connetterci con la parte più profonda di noi cambiando l'energia delle situazioni?


E quanti strumenti abbiamo appreso nel workshop sulla gestione del potere condotto da una delle più piccole comunità...

E che dire delle piccole comunità finlandesi con il loro grande cuore e la loro grande praticità...




Sappiamo che sia le piccole sia le grandi realtà hanno bisogno di essere insieme e avere anche una forma giuridica e uno spazio ai livelli "che contano", ma la domanda che ci poniamo e che vorremmo lasciare aperta è se sraà mai possibile che le comunità riescano a portarvi verità nei rapporti, profondità e onestà, senza venire inquinate da meccanismi malati e senza perdere la loro freschezza...

5.7.10

La calma porta consiglio...


Sotto i pini, in riva all'oceano, la voce di Ulisses di Taldea, al telefono ci ricorda che dal 6 all'11 di Luglio in Italia ci sarà un importante incontro degli ecovillaggi e comunità a livello Europeo. Può essere una grande occasione per incontrare di persona diversi rappresentanti delle varie realtà europee. Quindi? Ci vediamo là! Se volete dare un'occhiata in Internet potete trovare qui il programma.

Ritornare in Italia ci sembra così strano in questo momento... Anche la nostra mente viene destabilizzata da questa scelta. Forse è troppo presto per ritornare nei luoghi conosciuti, per fare i conti con quello che non siamo più, senza sapere ancora quello che siamo diventati o che saremo. Forse, forse, forse... Eppure è la cosa giusta da fare, lo sentiamo, perchè abbiamo voglia di incontrare realtà più grandi e a confronto per discutere su temi a noi cari.

In qualche modo ci sentiamo connessi con il mondo degli ecovillaggi, parte anche noi di questo movimento, sebbene non ci sia ancora chiaro il nostro ruolo.

Ecco una definizione di ecovillaggio a cura della GEN ( Global Ecovillage Network ) Europa, che troviamo interessante ed ispirante.

Prossimo passo? Ve lo diciamo tra sei giorni ( non per altro, è perchè non ne abbiamo idea).

30.6.10

Dove ti porta il cuore...



Siamo partiti con delle idee, con degli aneliti nel cuore, il viaggio ci sta insegnando a viaggiare, a non avere obiettivi definiti per seguire il flusso che ci accompagna. Abbiamo lasciato la magica Scozia, anche se bellissima e molto attraente, non è per ora un posto dove vogliamo fermarci. Qualcosa ci ha guidati, ci ha portati a scendere nuovamente in Francia ma solo di passaggio. Anche se non sappiamo ancora bene qual'è la prossima meta, sentiamo che vogliamo momentaneamente stare con noi stessi, sospendendo la visita alle comunità, sebbene l'Inghilterra ne sia la patria.

E' nata in noi una nuova consapevolezza, quella di voler conoscere realtà più ampie, chiamate ecovillaggi. Da qualche giorno stiamo vivendo noi quattro la nostra piccola comunità, fatta di ricerca continua dell' armonia e serenità tra difficoltà naturali di viaggio e familiari. Abbiamo maturato il desiderio di essere felici e pienamente presenti ora, qui, adesso, ovunque ci troviamo ad essere, perché il rischio, viaggiando ( e non solo) è quello di essere spesso in attesa di raggiungere una qualche meta, muovendosi fisicamente anche per allontanarsi da qualcosa che ti piace poco. E invece siamo qui, in 4,5 X 1,30, cioè neanche 6 metri quadrati di casa viaggiante, senza sapere bene cosa sarà del nostro futuro prossimo.

I momenti più duri sono quando ti trovi in luoghi assurdi,stanco, in mezzo al consumismo sfrenato o di passaggio imbottigliato in situazioni di turismo di massa, con la sensazione di essere adocchiato da commercianti in attesa del prossimo pollo da spennare. E fanno bene!!! E quanto male ci sentiamo ad essere scambiati per appartenenti alla categoria dei "camperisti mannari", generalmente coppie di pensionati, imbruttiti dalla vita, con almeno due cagnolini, seduti trionfanti sulle loro lussuosissime liquidazioni ambulanti e pur di risparmiare 10 euro sostano pigiati in tristi parcheggi asfaltati di cemento confinati ai margini del paese. E arriva la sera, le tende si chiudono, e le antenne para(dia)boliche si alzano...

Eppure i camperisti lo sanno, quando ci incontrano, che apparteniamo ad un altra razza. Lo si capisce da come ci guardano con diffidenza mangiare seduti a terra sui nostri preziosissimi tappetini di Iuta del caffè Equo e solidale del Brasile, intorno al nostro tavolino di fortuna, cantare le nostre preghiere prima di mangiare. L'altarino sul cruscotto, le bandierine con le preghiere Tibetane dietro il finestrino e le canne di Bambù per fare gli esercizi che ci hanno insegnato i monaci Buddisti di Plum Village. E' così che vogliamo vivere, felici, semplicemente rispettosi gli uni degli altri, immersi nel presente. E' così che vogliamo continuare a commuoverci davanti alla ricchezza e alla generosità della Madre Terra, che anche se continuamente straziata dalla nostra ignoranza, continua a donarci frutti, acqua e bellezza in abbondanza.

Abbiamo deciso di essere la comunità che vorremmo, proprio adesso, in qualsiasi luogo in cui ci troviamo.

Non siamo ancora capaci di vivere proprio come sentiamo nel cuore, con noi stessi, tra di noi, con i nostri figli, nella gestione della nostra giornata ( c'è sempre un motivo buono per essere altrove o per cadere nello stress), nello stabilire le priorità, ma ce la stiamo mettendo tutta per essere connessi con l'Esistenza.

Tutti gli strumenti che conosciamo e che apprendiamo cerchiamo di metterli in pratica, anche in questo momento che non siamo radicati su un territorio. Ci mancano l'orto, i cavalli, il farci tante cose che facevamo per la nostra sussistenza. A volte ci manca una nostra casa senza ruote, le persone a cui vogliamo bene, ma sentiamo che se siamo qui, adesso, è proprio qua che dobbiamo essere; ed il resto lo lasciamo nelle mani della Vita e di chi ne tesse le trame.

Lo scopo della nostra vita ora è vivere sapendo chi veramente noi siamo, sentendo che essere vivi è la cosa di per sè più importante e che ogni istante è un dono di incalcolabile bellezza, da onorare attraverso le nostre scelte, le nostre azioni e i nostri gesti.


28.6.10

Il progetto di Culdees





Un luogo molto bello, che si affaccia sul lago Thay, in Scozia. La presenza di questo specchio d'acqua, ogni mattina così calmo, riflette la quiete perfetta e allo stesso tempo la profondità della vita. Una grande proprietà, immersa nel verde, un progetto che vuole decollare, ma non ha ancora trovato il vento favorevole, o forse le occasioni giuste.Un progetto ambizioso di essere ecovillaggio, che prevede l'auto costruzione di case ecologiche con materiale di recupero e a basso costo in modo da essere accessibili. Ci siamo fermati pochi giorni, perché la nostra spinta era verso il sud. Il sole di mezzanotte ci ha fatto pensare al buio dell'inverno in questo paese magico e abbiamo realizzato che abbiamo bisogno di più sole e calore.

La stanza della musica, il grande orto, l'ampia sala comune e un forte desiderio di realizzare questa visione, più che un progetto come ce l'ha espresso Maresa, la fondatrice. Una visione che sta aspettando le persone giuste che si assumano responsabilità in modo creativo. Così come stanno facendo una coppia di monaci giapponesi, che ci hanno dato la possibilità di conoscere il loro progetto all'interno di Culdees, la loro filosofia di vita e la loro meravigliosa cucina vegetariana giapponese.
Difficile esporre in poche parole il perchè questi due monaci siano in Scozia e a Culdees, il loro maestro, discepolo di Masanobu Fukuoka, lì ha indirizzati in questo luogo e loro stanno scoprendo i segreti che la natura gli svela giorno dopo giorno, una natura speciale qui al nord che però non viene trattata nel modo giusto, ci dicono.

Troppi allevamenti alterano l'equilibrio naturale, ci sono pochissime coltivazioni e viene lasciato poco spazio alle erbe spontanee. Loro raccolgono le alghe nell'oceano facendole essiccare in una sauna auto costruita che funziona con legna e anche con l'olio recuperato dai "Fish & Chips" cittadini. La loro cucina si trasforma in un intimo ristorantino che, oltre a diffondere i sapori del Giappone, diventa un luogo di scambio e di confronto anche a livello spirituale.
Ripartiamo con lo stupore di aver trovato un angolo di Giappone nel mezzo della Scozia, per citare la frase che ha concluso la nostra serata con Ichijio e Gudo:" non importa dove sei o cosa fai, una volta che hai trovato la tua vera essenza, il tuo vero essere, allora non ti resta che condividere la gioia di essere vivo e di lasciare espandere quella luce tra le persone che ti circondano".

21.6.10

la comunità di Erraid















Piccola isola delle Ebridi, raggiungibile a piedi con la bassa marea dalla più grande isola di Mull. Era abitata dalle famiglie dei guardiani dei fari, ceduta quando l'uso dell'elettricità ha reso questi indipendenti dalla costante presenza dell'uomo. Una famiglia olandese ha acquistato l'isola negli anni venti e ora, da trent'anni la Findhorn Foundation gestisce l'isola e le case per 11 mesi l'anno, in cambio di lasciare agli eredi olandesi la possibilità di recarvisi durante il mese di luglio.
Ci vivono stabilmente tre adulti e due famiglie con bambini. Si occupano delle mucche da cui ricavano latte e carne, di polli, di un orto e di un laboratorio in cui si fabbricano candele.
Nel corso di tutto l'anno ci sono ospiti volontari che scambiano il lavoro con vitto e alloggio e altri alla ricerca di un luogo tranquillo immerso in una natura spettacoloare in cui trascorrere un po' di tempo.
Sulla collina hanno costruito una piccola sala per la meditazione, affacciata sulla baia. A "guardia" della sala di meditazione c'è un'oca.







Veniamo alloggiati in due camerette all'interno di una casetta che condividiamo con Elga e il suo bambino Virgil, che arrivano dalla Francia.
Quando il tempo è bello e fa piacere condividere il lavoro dell'orto,
Mercoledì è giorno libero dedicato generalmente alla visita alla vicina isola di Iona, famosa per la presenza di una bellissima abazia. A Iona c'è anche una casetta che ospita i ritiri di Findhorn, dove ci rechiamo per la meditazione che si tiene ogni giorno alle 12.00. Incontriamo persone conosciute, che ci offrono ospitalità per il pranzo.
Sebbene Erraid sia parte della Findhorn Foundation, non ci sono pressochè contatti tra le due realtà. L'unico requisito riciesto per entrare a fare parte di erraid è aver partecipato ad un'experience week a Findhorn.

Gli studi e i progetti innovativi di Findhorn, non vedono qua la loro messa in pratica, qui si è molto concentrati sulla quotidianità, non si sente una progettazione di ampio respiro, riguardante la vita della comunità o l'aspetto ecologico e sostenibile... Compost tolilet, acqua piovana non potabile per lavarsi e acqua da fare bollire per bere.
Le case e l'acqua vengono riscaldate con delle stufe a legna, integrate da stufette elettriche per le camere da letto.
Ogni mattina ci si ritrova per un breve giro di condivisione su come ci si sente e per la suddivisione dei compiti della giornata. Nessuna innovazione, un progetto fine a se stesso e questo fa sentire una sorta di "stallo cosmico". Eppure la natura qui è così meravigliosa, così forte, così incredibilmente magica!!!
L'isola è molto bella, la bassa marea ci regala angoli meravigliosi per scoprire granchi, gamberi, alche di ogni foggia e preziose conchiglie. Mentre durante una delle passeggiatè abbiamo scoperto una spiaggia frequentata dalle foche... Miracolo per noi abituati a vedere cinghiali e qualche capriolo. Per questo la Scozia è magica, animali di ogni genere, energia, il cielo è uno specchio per l'anima, un maestro di "impermanenza", l'acqua, ovunque che si lascia muovere dal vento e dagli influssi della luna ci insegna la fluidità e la magia della vita.

Gli scozzesi, grandi anime, gentili, ci fanno sentire veramente a casa. Il sole di mezzanotte (o quasi) ci tiene svegli e ci dona un sacco di energia. Qui le piante per via della luce crescono in modo miracoloso. Alberi che rappresentano i secoli che scorrono, rododendri alti più di due metri che colorano il verde intenso dei pascoli a perdita d'occhio. Grazie Erraid che ci hai fatto reincontrare la Scozia, i suoi laghi neri e profondi, la gioia di dormire avvolti dalla natura incontaminata ed essere parte di lei con la nostra casa viaggiante.

Comunità... Ecovillaggio...
Una comunità senza contatti con una realtà più ampia rischia di chiudersi in se stessa... di dipendere in modo eccessivo dagli individui che la compongono, dalle loro storie individuali, dalle loro difficoltà, così come dalle loro qualità, e di offuscare il suo significato più ampio, di modello sociale, per una vita non violenta.
A Erraid le persone cambiano spesso, Hether, che è la persona che ha vissuto più a lungo ad Erraid, sta andando via, dopo sei anni.

Questo nostro viaggio oltre ad insegnarci come si può vivere diversamente, ci sta portando a lasciare cadere le illusioni, perchè le comunità sono fatte di persone, e le persone sono persone in tutto il mondo. Ma la nostra visione, il nostro sogno è anche più bello con meno illusioni, è più reale,più vero e così continuiamo a lasciarci portare dalle nostre intuizioni anche se alle volte ci mostrano l'aspetto amaro della vita.