L'avventura della nostra famiglia in esplorazione tra comunità intenzionali ed ecovillaggi in Europa ...e non solo
BENVENUTI NEL NOSTRO DIARIO DI BORDO!
Siamo Giovanni, Valentina e i piccoli Martino e Nicolò.
Abbiamo lasciato la nostra casa e il nostro lavoro circa tre anni fa per andare a conoscere persone che vivono diversamente, insieme, in modo creativo e consapevole.
Il nostro intento è di vedere se è possibile vivere dando un maggior senso alla propria esistenza.
"Lasciate che le vostre vite parlino per voi"
(Gandhi)
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2.3.11
vita rurale
Tempo di Riflessioni
Tre mesi fermi, a lasciare sedimentare le cose viste ed imparate nel corso del viaggio, per capire che cosa è rimasto, per capire dove andare e come muovere il prossimo passo.
Questo era l'obiettivo... ma non è stato proprio così. Siamo stati fermi sì, ma abbiamo incontrato tantissime persone, tante realtà interessanti, ci siamo confrontati con stili di vita e scelte diverse... abbiamo ancora una volta imparato un sacco di cose.
E così abbiamo deciso di riprendere questo blog, perchè anche in questo momento stanziale, in realtà il viaggio continua.
Si dice che tutti i matti sono venuti ad Assisi, perchè si pensa che ci sia una pietra tra quelle del campanile della chiesa di San Francesco che li attiri... tutti i matti vengono per cercare la pietra, non la trovano (perchè forse quella non c'è) ma loro continuano a cercare... e così non se ne vanno più.
Se sali ad Assisi verso la Rocca ed esci dalla città dalla porta Perlici, è come entrare in una valle incantata: all'improvviso le ordinate casette in pietra e le strette viuzze lasciano il posto alla natura, ad una natura imponente, fatta di irti pendii e di boschi, di scorci incantevoli... e nient'altro.
Ed è lì che ha inizio quella che qualcuno tempo fa chiamava La Piccola India.
Tante persone speciali, alla ricerca di una vita più vera, che segua i dettami del cuore e dello spirito, provenienti da altre regioni o dall'estero, abitano questi luoghi e le pendici del Monte Subasio cari già a San Francesco.
E così noi, da bravi curiosi ricercatori siamo andati a conoscere alcuni di loro.
C'è anche da dire che la nostra cara amica Esperanza ci aveva lasciato un prezioso foglietto pieno di numeri di telefono e di indicazioni di persone da contattare per ogni necessità.
Avevamo bisogno di farro per fare il pane che, dopo una forzata pausa come viaggiatori, abbiamo subito ricominciato a fare ogni settimana, e così abbiamo contattato una piccola comunità ad un paio di kilometri dalla casa in cui ci troviamo.
La nostra visita si è trasformata in un incontro profondo, in cui ci è stato dato da capire l'essenza che lega le persone di questa comunità, raccolta intorno alla loro guida , un uomo saggio che dedica la propria vita a mettere in pratica ciò che c'è di più importante, la natura del nostro essere, il contatto con chi veramente noi siamo, l'autosufficienza... Tre adulti e cinque ragazzi vivono in questo bellissimo casale di pietra, coltivano l'orto e producono un po' di cereali, lavorano il legno e condividono la vita in modo gioioso...
8.12.10
E adesso?Tre mesi di ritiro e contemplazione sulle montagne di Assisi.
Quando la Vita apre una porta e il cuore la riconosce, la nostra famiglia accoglie l'invito e oltrepassa la soglia, questa è la nostra filosofia di base nella nostra piccola comunità familiare. Una decisione presa in pochi minuti, e così ci troviamo a custodire una casetta sulle montagne Umbre in un posto incantato e ricco di pace.
In questa quiete riordiniamo le nostre esperienze, le cose che abbiamo imparato e lasciamo spazio al sentire, affichè ci guidi nel nostro prossimo passo. E intanto accade qualcosa di magico, che la Vita si sta facendo Scuola per i nostri bimbi e per noi insieme a loro, e che non mancano qui intorno ispirazioni e modelli a cui attingere. In questa terra di colline e boschi si stanno mostrando tante realtà di vita alternativa...
30.10.10
Sadhana Forest - un progetto nel progetto
Si tratta di una delle comunità di Auroville, di quella più viva, vera... non è facile trovare un aggettivo che li descriva, così raccontiamo com'è andata.
Innanzitutto ogni venerdì pomeriggio S.F. organizza una visita alla comunità (mettendo anche un bus che parte dalla solar kitchen, visto che è un po' decentrata), offre una breve presentazione della propria storia e delle proprie attività, una visita guidata alle strutture e all'area in cui sorge, la proiezione di un film a carattere naturalistico e una cena. E noi abbiamo partecipato ad uno di questi eventi.
Sono partiti in tre, una coppia con una bambina piccola, sentivano la spinta a realizzare una nuova comunità, un luogo dove realizzare il proprio sadhana, dove concretizzare la loro visione, e così hanno cominciato a vivere in maniera rispettosa della natura e non violenta a 360°: vivere ecologicamente, utilizzando le risorse naturali in modo consapevole, piantare alberi per ridare a quella zona quasi desertica la ricchezza della foresta, nutrirsi in modo consapevole, senza sfruttare le risorse naturali e senza ricorrere a ciò che gli animali non donerebbero spontaneamente (alimentazione vegana, senza latticini, uova, miele...), e senza fare uso di sostanze tossiche per il corpo o per la mente. Hanno scelto di non "fare business", a sadhana forest non si vende nulla, si accettano donazioni e si chiede un contributo per spese agli ospiti, il lavoro è tutto volontario...
Dopo appena 5 giorni dalla fondazione della comunità, si è presentato il primo volontario a dare una mano, e da allora gli aiuti non sono mancati. Attualmente vi sono una trentina di residenti, e un flusso costante di volontari che partecipano alla vita della comunità e collaborano alla riforestazione.
In questi giorni è stata inaugurata anche una nuova comunità, ad Haiti, dove sono andati a dare una mano dopo i disastri del terremoto.
In ogni caso non vogliamo descrivere Sadhana Forest, perchè hanno un sito internet fatto molto bene e accessibile anche in Italiano: clicca qui.
Utilizzano materiali locali per la produzione, hanno corrente a 12volt, e senza problemi ci sono luci, musica, internet, insomma è ok.
Se i pannelli fotovoltaici non bastano per la produzione della corrente, si va a pedalare in tre!!
I fornelli a legna sono stati ideati da un architetto per l'utilizzo al massimo delle calorie prodotte, una sorta riciclo dei fumi..
Per lavarsi le mani, detergenti fatti con sostanze naturali del luogo come foglie ed essenze, ed un ingegno semplicemente incredibile per non sprecare.
Case (capanne, ma molto ben rifinite) per ospitare anche centinaia di persone, inserite nel contesto in modo semplice e armonioso.
Pulizia e bellezza che sono elementi preziosi in questi contesti così "estremi".
Disponibilità delle persone speciale, vale a dire che per loro è una delle caratteristiche importanti che caratterizza la comunità.
I fondatori hanno iniziato mettendo tutti i loro risparmi ed ora il progetto va avanti...
Fare qualcosa di importante per la natura, essere gentili, rispettosi del Tutto e di tutti e..il resto è superfluo...
Questo è quello che ci ha dato Sadhana Forest, chissà se il nostro futuro sarà dare vita ad un progetto o sostenerne uno già avviato. Questa è la domanda sempre aperta nei nostri cuori...
20.10.10
13.10.10
La Carta e il Sogno di Auroville
In questo luogo i bambini potrebbero crescere e svilupparsi integralmente senza perdere il contatto con la loro anima; l'istruzione sarebbe data non per superare esami od ottenere diplomi e sistemazioni, ma per arricchire le facoltà esistenti e farne nascere di nuove. In questo luogo i titoli e le posizioni sarebbero sostituiti da occasioni per servire ed organizzare; si provvederebbe in ugual misura ai bisogni di ognuno e la superiorità intellettuale, morale e spirituale si tradurrebbe nell'organizzazione, non in maggior piacere e potere, ma in maggiori doveri e responsabilità. La bellezza in tutte le forme artistiche (pittura, scultura, musica e letteratura) sarebbe a tutti ugualmente accessibile, essendo la facoltà di partecipare alle gioie che essa dà limitata unicamente dalla capacità di ciascuno e non dalla posizione sociale o finanziaria.
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3.10.10
Auroville
...Questo posto non è India!... aveva detto qualcuno con un po' di rammarico e giudizio ...hanno creato una bolla di occidente! ...probabilmente è vero, l'aria che si respira è diversa, ordine, pulizia, bellezza, attenzione ai particolari, vivibilità. ...Beh, sinceramente non me la sento di giudicare.
Siamo qui da 3 giorni. Piano piano il puzzle si svela. Ogni giorno scopriamo nuovi tasselli... e riusciamo a dare senso al nostro stare qui, e a farci un'idea di che cosa sia questo luogo.
Inizialmente siamo stati ospiti di Ambre, una donna francese che vive qui da molti anni e che abbiamo conosciuto quest'anno all'incontro della GEM. L'abbiamo contattata mentre stavamo ad Amritapuri, per avere qualche consiglio sulla nostra visita ad Auroville, e lei ci ha proposto la sua guest-house, almeno per la prima settimana, come iniziale punto di partenza, per poi organizzare il nostro soggiorno una volta sul posto, “dall'interno”; e così abbiamo fatto.
Il primo impatto con Nilatangam (così si chiama questo posto) è stato un po' complicato, perchè siamo arrivati con il buio, ed è stato alla luce delle torce elettriche che abbiamo scoperto la nostra bizzarra abitazione, che ha poi rivelato il suo indiscutibile fascino alla luce del sole del mattino.
Stiamo vivendo in una casetta immersa nella fitta vegetazione della foresta (e ai suoi innumerevoli animaletti), si tratta di una specie di capanna, costruita in murataura, legno, canne di bamboo e foglie di palma intrecciata, c'è un bel tavolo rotondo con panche e sgabelli, un divanetto, un angolo cottura e i materassi su un piccolo soppalco, da cui si guarda fuori attraverso una rete di canne, che fa si che sembri di essere coricati tra rami degli alberi. Durante la notte la casa si riempie di lucciole, tanto che a noi, protetti dalle zanzariere, pare quasi di dormire sotto le stelle. Il bagno è molto grazioso, mosaici di cocci di vecchie piastrelle colorate, insieme ad ingegnosi muri a spirale, che sostituiscono le porte, ne fanno una piccola opera d'arte; le pareti, un tempo bianche, ora sono stati dipinti dalla natura con le sue mille sfumature di verde e marrone, il tetto di stelle e di fronde degli alberi, fa delle nostre docce una bella avventura.
Ambre è gentile, i suoi modi sono un po' duri e asciutti, ma con costanza ogni giorno ci propone un piccolo suggerimento, ci mostra un negozio di alimentari, il benzinaio più convenienete, il distributore di acqua filtrata e potabilizzata ecc.
E così, un po' grazie alle sue informazioni, un po' ai ricordi delle cose sentite raccontare e da quanto abbiamo letto e un po' per il nostro spirito di avventura e curiosità, piano piano iniziamo a scoprire Auroville.
Il progetto di Auroville prevede che non circoli denaro, e la cosa si realizza al momento attraverso una specie di carta prepagata (in cui un numero di 4 cifre e la firma sostituiscono meccanismi elettronici), con cui si pagano tutti i servizi.
Qui l'educazione dei piccoli è tenuta in grande considerazione, negli anni si è sviluppato un sistema all'avanguardia di scuola libertaria, che sembra molto interessante, ma scopriamo che non è possibile per i bambini frequentare le scuole, se non ci si ferma per almeno tre mesi. Possono però partecipare alle attività sportive del pomeriggio, che tutti i piccoli aurovilliani svolgono un paio di ore ogni pomeriggio dopo la scuola. Visitiamo una scuola, contattiamo il direttore, che si occupa anche delle attività pomeridiane, e fissiamo un appuntamento per martedì (...chissà che non si possa fare uno strappo alla regola...).
Pranziamo alla “mitica” solar kitchen, cucina comunitaria che prepara quotidianamente quattrocento pasti attraverso un ingegnoso sistema di cottura solare, attraverso una parabola di specchi che concentrano i raggi del sole.
E qui conosciamo altri Italiani: Antonio, aurovilliano da un paio di anni,che sta aprendo una pizzeria e Costantino e Stefania, con i loro bellissimi quattro bambini (più uno in arrivo), che hanno da poco incominciato il loro anno di New Comers. Per diventare a tutti gli effetti membri di Auroville è infatti necessario seguire una procedura definita: prima visitare il posto e partecipare attivamente a qualche progetto per almeno tre mesi, quindi diventare New Comer (nuovo arrivato) e fare un periodo di un anno, in cui si svolge un servizio come volontario, e si “prova” e si “viene messi alla prova”.
Intanto sperimentiamo qualche rovescio “monsonesco”, e cominciamo a pensare che la nostra poetica sistemazione forse non è la più adatta in questa stagione: come sarà percorrere i venti minuti di strada sterrata che ci separano dal centro sotto una pioggia battente o con una spanna di fango? E il bagno all'esterno? ...Così cominciamo a cercare una sistemazione alternativa.
Ci rivolgiamo all'ufficio apposito, dove due ragazzi gentili ci aiutano a valutare le diverse possibilità, tenendo conto del nostro desiderio di entrare in contatto con progetti interessanti, e delle esigenze dei bambini, che se davvero non potranno frequentare la scuola, sarebbe bello potessero incontrare altri coetanei con cui giocare.
Così scopriamo l'esistenza di New Creation.
Andrè, ad Auroville dal 1973, ha voluto creare una specie di ponte tra l'ecovillaggio e I villaggi locali, ha fatto partire una scuola per i ragazzini locali, per venire incontro alle esigenze sociali, ha aperto una struttura per ospitarli la notte, ed un piccolo centro per i più piccoli, come alternativa a passare le proprie giornate nel fango e nell'immondizia delle strade. E ultimo nato: un asilo Montessori. Ci sono biblioteche per I ragazzi, parchi giochi, campi da pallone e la piscina... ed anche una piccola casa a nostra disposizione: è deciso, lunedì ci trasferiamo.